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La nostra storia

La ricostituzione dell’Automobile Club Caserta è ufficialmente datata il 27 novembre 1945, immediatamente dopo la ricostituzione della Provincia di Caserta, avvenuta l’11 giugno 1945, ma l’elezione del primo Consiglio Direttivo, svoltasi mediante referendum cui parteciparono gli allora 586 Soci (primo caso di elezione diretta da parte dei Soci degli organi di un Automobile Club provinciale) avvenne soltanto il 16 giugno 1946. Alla guida dell’AC Caserta fu chiamato il grande Presidente Antonio Amato, che lo guiderà fino al 1962.

L’11 giugno 1945 veniva ricostituita la Provincia di Caserta, che il R.D.L. del 2 gennaio 1927 aveva retrocesso a semplice Mandamento ripartendone il territorio fra le confinanti province di Napoli, Avellino, Benevento, Frosinone e Roma.

Se l’Automobile Club Caserta si costituì il 27 novembre 1945, la sua attività tuttavia iniziava solo nel dicembre del 1945, allorché, con Decreto Interministeriale del 6 ottobre 1945, veniva assegnato alla provincia di Caserta, nella sigla CE, il contrassegno di individuazione della targa di riconoscimento da apporsi sugli autoveicoli.

Il 17 dicembre 1945 il Pubblico Registro Automobilistico operava la prima formalità, assegnando la targa 1CE. A fine anno circolavano nella Provincia 183 autoveicoli targati CE. Nel 1946, il circolante rilevato in base al pagamento della tassa di circolazione assommava a 1.606 unità, di cui 768 autovetture, in massima parte costituite da residuati ARAR.

In una sede di fortuna iniziava, intanto, la sua attività sociale l’Automobile Club di Caserta, che ben presto raccoglieva intorno a sé 589 iscritti.

Dovendosi procedere alle elezioni delle cariche sociali, l’allora Commissario Straordinario dell’Ente, Principe Filippo Caracciolo, così scriveva al Direttore del giovanissimo sodalizio, dott. Pasquale De Simone: “Ritengo opportuno che il R.A.C.I. di Caserta, provincia distrutta dal fascismo, e oggi risorta, abbia il privilegio di essere il primo R.A.C.I. a reggersi mediante organi democraticamente eletti”.

Infatti, il 16 giugno 1946, per la prima volta nella storia dell’Automobile Club d’Italia, i 586 Soci del Sodalizio casertano vennero convocati in assemblea per la designazione delle cariche sociali.

Il Consiglio eletto, con alla presidenza il Dott. Alfredo Amato, si trovò subito alle prese con quei problemi di ricostruzione e di sviluppo che a Caserta, più che altrove, mettevano a nudo le piaghe lasciate dalla guerra.

Caserta cominciava appena a scrollarsi di dosso, come svegliandosi da un lungo letargo, la pesantezza degli anni di immobilità e di abbandono cui l’aveva costretto l’ingiusta retrocessione, che già veniva a trovarsi alle soglie di quel periodo eccezionalmente dinamico della economia nazionale, che nel volger di poco tempo doveva portare agli anni del “miracolo economico” italiano.

Nell’immediato dopoguerra, la fisionomia della provincia di Caserta – 506.860 abitanti su una superficie di 2.639 kmq – presentava un’economia prevalentemente agricola con i caratteri tipici di un estremo frazionamento fondiario. Una “civiltà contadina” condizionata da antichi rapporti e costretta ai margini di un’economia di sussistenza, stagnava nei centri dell’interno. Completava i caratteri di tale fisionomia una ancora più deteriore confusione sociale che determinava, soprattutto nelle popolazione rurali, atteggiamenti di autosufficienza e di supina acquiescenza.

Tali circostanze, se da una parte hanno mortificato per lunghi anni una delle più belle e fertili province d’Italia, dall’altra sono servite, e non poco, ad accelerare quei fenomeni di dinamica sociale comuni a tutti i paesi dai forti contrasti, avviati sulla via del progresso economico.

L’industrializzazione e la deruralizzazione generarono nell’ambiente mentalità e attitudini tutte nuove, provocarono un movimento demografico che restrinse la piaga della disoccupazione e sottoccupazione nelle campagne, ridussero la sproporzione fra redditi unitari agricoli e non agricoli e operarono una profonda trasformazione nelle strutture economiche di Terra di Lavoro.

Come conseguenza, quella aspirazione a progredire e migliorare, per tanti anni repressa, esplose con veemenza in un fervore di opere e di lavoro; che in breve portarono Caserta a rimontare gran parte di quello svantaggio che sia sul piano economico che su quello sociale la dividevano da quelle province che già da tempo avevano raggiunto un elevato grado di prosperità.

L’Automobile, come strumento di lavoro e mezzo di progresso, assunse, nella dinamica di tale fenomeno, un ruolo importantissimo.

Nel 1947, infatti, Caserta raddoppia la consistenza del proprio parco autoveicoli e, con 8.209 autovetture su 642.818 abitanti, viene ad occupare nel 1958, il 15° posto nella graduatoria nazionale delle province ordinate secondo l’incremento percentuale delle autovetture circolanti.

Fin dalla nascita del Sodalizio casertano, il Presidente Amato puntò decisamente verso l’autonomia del Club muovendosi nella duplice direzione della realizzazione di servizi a vantaggio dei soci e della ripresa dell’anima sportivo-automobilistica.

In questo senso è davvero importante richiamare le deliberazioni del primo Consiglio Direttivo dell’Automobile Club che si tenne il 31 ottobre 1946 alla presenza, oltre che del presidente Amato, dei neo eletti Consiglieri Dott. Guido Roccatagliata nel ruolo di Vice Presidente, dell’Avv. Salvatore Maione, del Comm. Gino Fulgeri e dell’Avv. Ercole Macarone Palmieri.

In tale sede, interpretando i desideri ed i bisogni dei Soci, il Consiglio deliberò di richiedere al Sindaco di Caserta un’area da destinare a parcheggio per i Soci e di assicurare l’assegnazione di pneumatici non più nella città di Napoli ma nel Capoluogo della neo istituita Provincia.

Testimonianza, invece, della ferma volontà dell’Automobile Club di riaccendere la passione per lo sport automobilistico attraverso il prioritario scopo di garantire la ripresa del “glorioso” Circuito di Caserta interrotto nel 1930 fu la costituzione di una Sezione Sportiva in seno all’Automobile Club finalizzata – lo leggiamo nel verbale – ad “inserire le forze automobilistiche provinciali nella ripresa delle manifestazioni sportive nazionali già in atto”.

Il Sodalizio di Terra di Lavoro, forte della sua antica tradizione sportiva, volle dare una propria risposta al generale fermento dello sport automobilistico, che riprendeva le sue attività dopo la funesta e forzata interruzione del secondo conflitto mondiale.

E così, l’Automobile Club Caserta decise di invitare tutti i Soci ad iscriversi alla Sezione sportiva per poter costituire il Consiglio Sportivo secondo il regolamento dettato dalla Circolare dell’ACI n. 17 del 26 marzo 1946 e dare, così, inizio all’attività sportiva con la ripresa del Circuito Automobilistico di Caserta, che – leggiamo sempre nel verbale – “tanta risonanza ebbe nelle sue edizioni dell’anteguerra”. Fu inoltre avviato un piano tecnico finanziario per la difficile attività di riorganizzazione della manifestazione.

Gli anni che seguirono furono spesi nel consolidamento della Sede dell’Automobile Club nella sua struttura funzionale ed amministrativa e, proprio a causa di questo, il progetto della riorganizzazione del Circuito di Caserta fu temporaneamente accantonato.

Eppure la volontà di ripristinare il Circuito di Caserta, espressa fin dalla fondazione dell’Automobile Club, non restò una pia intenzione: nel verbale della deliberazione del Consiglio del 4 giugno 1951, al punto 5 dell’ordine del giorno, leggiamo infatti che “il Presidente fa osservare che se pure nel campo delle attività sportive non se ne sono organizzate di grande rilievo, pur tuttavia non si sono trascurate quelle di ordine locale (…) si può annunziare che si ha in proposito di organizzare un Circuito Automobilistico in questa provincia, fatto questo che implica grandi impegni, onde tutte le nostre energie si concentreranno su tale obiettivo, sperando che in tale ardua impresa, ci vengano incontro gli Enti cittadini ed i soci stessi”.

Ed infatti, già nella deliberazione del 18 dicembre 1951 il Presidente annunciò con compiacimento che il Circuito di Caserta sarebbe stato inserito nel calendario Sportivo Nazionale dell’anno successivo. Nel segno della continuità con il passato il Circuito avrebbe mantenuto la numerazione. Dopo 22 anni si sarebbe tenuto a Caserta il terzo Circuito.

Lo spirito associativo fu, inoltre rafforzato con l’istituzione della Commissione sportivo-turistica e giuridico-tecnica al cui interno il Presidente Amato ebbe mandato di nominare quei Soci che dimostrassero, nelle materie di riferimento, passione, conoscenza ed attitudine. Un altro segno, questo, della capacità dell’Ente di raccogliere e catalizzare tutte le materie di rilevanza istituzionale del Club, tra cui quella sportiva assumeva, ancora, una primaria rilevanza.

Il terzo Circuito di Caserta, 32° round delle gare non di campionato, si tenne, così, il 22 giugno 1952. Il tracciato, sulla base delle ormai mutate esigenze dell’automobilismo, era ben più breve del precedente: misurava 4,6 km e doveva essere percorso per 45 volte, per una lunghezza totale di 207 km.

Dei 23 concorrenti alla partenza ne giunsero sul traguardo 12. Primo classificato fu Giulio Cabianca su OSCA 1100, che percorse la gara in 1 ora 43 minuti e 23,4 secondi per una velocità media di 128,771 km/h. Dietro di lui Franco Cortese su Frazer Nash 2000 e Bruno Venezian, sempre su OSCA 1100.

Ma il 1952 non fu un anno di particolare importanza solo per la rinascita del Circuito, in quanto, proprio nell’estate dello stesso anno, si colloca il trasferimento dell’Automobile Club Caserta dalla vecchia sede di Via Roma 23, attuale sede della Camera di Commercio, alla sede attuale di Via Nazario Sauro 10.

Il Sodalizio casertano, inoltre, consolidò la collaborazione con l’Amministrazione comunale ed il Comando dei Vigili Urbani con l’organizzazione della “Befana del Vigile”, un evento che segnò l’affermazione istituzionale del Club e che colorò le strade della Città di Caserta, come è testimoniato dalla ricca documentazione fotografica conservata negli archivi dell’AC.

Tornando al Circuito di Caserta, giova comunque ricordare che l’evento ebbe una particolare rilevanza all’interno della Provincia e che la sua organizzazione fu interamente coordinata dall’AC, che si fece promotore dello stesso presso Autorità, Enti, Aziende ed appassionati del motore della Città e Provincia di Caserta.

L’Automobile Club, in sostanza, funzionò da elemento catalizzante delle realtà economiche ed istituzionali della città di Caserta da poco costituite o risorte dopo il duro periodo del dopoguerra e nella vigilia del cosiddetto boom economico degli anni ’50.

Fu infatti dietro interessamento del Sodalizio casertano che l’ANAS e l’Amministrazione Provinciale curarono il rifacimento dell’intero circuito oltre alla realizzazione delle installazioni, delle tribune e dei servizi.

L’immenso sforzo organizzativo fu, tuttavia, ripagato. Sponsor e biglietti venduti consentirono di ripagare all’AC tutti gli oneri finanziari a vantaggio di tutto il mondo sportivo e dell’intera popolazione di Terra di Lavoro e, allo stesso tempo, l’Automobile Club Caserta, forte del successo, vide consolidarsi la propria immagine di realtà istituzionale nella provincia per tutti gli automobilisti e per i propri Soci.

E l’Automobile Club, forte di tale ruolo, esercitò il nuovo ruolo facendo sentire la propria voce all’interno delle realtà istituzionali locali a difesa degli automobilisti:.

Nel dicembre del 1952, infatti, a fronte dell’inasprimento delle sanzioni pecuniarie in materia di circolazione stradale, il Presidente Amato richiamò la Polizia Municipale ad “accertare le contravvenzioni con più ponderatezza” ed istituì, presso la Sede, un servizio di consulenza giuridica gratuita per i Soci proprio per dare assistenza in materia di contenzioso avverso contravvenzioni ritenute ingiuste.

Nello stesso periodo, la Prefettura di Caserta chiese ufficialmente all’Automobile Club di garantire il soccorso stradale nel periodo invernale.

La stima che l’Automobile Club Caserta si era saputo guadagnare dopo solo 6 anni dalla sua fondazione non tardò a portare un ulteriore risultato inaspettato allorché l’istituto di tecnica automobilistica dell’Automobile Club d’Italia determinò di stabilire proprio in Caserta un Centro di Addestramento Professionale per aiuto motoristi sin dal settembre del 1952.

La scuola di addestramento, ubicata al piano terra della Sede dell’AC e dotata di una attrezzatura all’avanguardia, arricchì ulteriormente il prestigio dell’Automobile Club e, come affermò lo stesso presidente nel Consiglio Direttivo, “diede un nuovo contributo alla elevazione morale e materiale della massa operaia ed un notevole impulso alla tecnica automobilistica nel Paese”.

Nello stesso periodo fu superata la quota di 800 Soci dell’Automobile Club Caserta.

Dato il successo riscontrato nell’anno precedente, il Sodalizio casertano determinò di stabilire il Circuito di Caserta come tappa fissa delle competizioni sportive e, dunque, di inserire la stessa anche nel calendario sportivo del 1953 per le vetture di Classe 1100 e 2000 cc.

L’esperienza acquisita nell’organizzazione del primo Circuito del dopoguerra era garanzia di riuscita e, pertanto, fu replicata con la predisposizione di una contabilità separata e con la medesima opera di relazione con tutti i referenti pubblici e privati locali.

Nel bilancio preventivo del 1953 fu stanziata, sotto la voce “Manifestazioni Sportive” la somma di £ 500.000 e la manifestazione fu iscritta a calendario per la giornata di domenica 21 giugno 1953.

Anche questa volta, la gara automobilistica si rivelò un successo sia dal punto di vista tecnico che sul piano del prestigio dell’Ente, che andò acquistandosi benemerenze continue in campo provinciale e nazionale.

Numerose furono le iniziative organizzate dal Club negli anni successivi. L’AC Caserta costituì una presenza costante nella vita della città e della provincia, anche in occasione dei eventi ludici e religiosi: l’organizzazione delle “befane del vigile”, “la festa di S. Rita”, le “benedizioni dei veicoli” ne furono testimonianza.

Ma l’AC seppe anche estendere le sue attività ai parcheggi (a quelli della città di Caserta se ne aggiunsero altri in S. Maria Capua Vetere) e ad attività istituzionali, sempre, comunque, incentrando la sua attività nello sport automobilistico.

Il circuito di Caserta, infatti, continuò a tenersi regolarmente fino alla 18° edizione del 18 giugno 1967, quando un gravissimo incidente che coinvolse numerosi veicoli e nel quale decedettero tre piloti, ne impose l’interruzione.


Cronologia dei Presidenti dell’Automobile Club Caserta


Cav. Alfredo Amato 1946-1962
Avv. Antonio Amato 1962-1976
Avv. Antonio Maione 1976-1983
Avv. Michele Verzillo 1983-1998
Ing. Antonio De Angelis 1998-2000
Commissari straordinari 2000-2004
Avv. Giuseppe Patrone 2004-